Tintoretto alla Madonna dell’Orto
Molte sono le opere eseguite da Tintoretto alla Madonna dell’Orto, la chiesa vicina alla sua casa-studio e destinata alla sepoltura di famiglia. Il suo primo intervento fu la decorazione delle portelle esterne dell’organo, oggi riunite, che raffigurano la Presentazione di Maria al tempio.
Melania Mazzucco nel romanzo La lunga attesa dell’angelo fa proferire al pittore queste parole: «Onorai la nascita della mia bambina e la sua omonima protettrice, la Vergine Maria, dipingendola sugli sportelli dell’organo della Madonna dell’Orto. Dipinsi anche sua madre, di schiena, con le sue formidabili spalle nude. In pochi giorni ho dipinto quel telero che per otto anni non ero stato nemmeno capace di immaginare. Usai i colori più preziosi, i più rari. Per l’azzurro, comprai l’ultramarino. Una ciotola di quella polvere mi costava sessanta scudi – cinque mesi di lavoro. E quando fu finito ci spolverai sopra una farina d’oro zecchino. Quelle scaglie dorate luccicavano da venti passi di distanza. La mia bambina saliva la scala del tempio in una nuvola di luce».
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Jacopo Tintoretto
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Luce e ombra disegnano le diagonali che convergono nella figura del sacerdote, separando così simbolicamente il mondo della Grazia, a cui Maria bambina si sta accostando, dalle tenebre che investono i giudei scettici alla conversione. Alla luce sullo sfondo si aggiunge una fonte luminosa esterna, proveniente da destra, che fa brillare le dorature dei gradini e modella le michelangiolesche figure femminili in primo piano.