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Nicholas HloboNato nel 1975 a Città del Capo, vive a lavora a Johannesburg. «In risposta al dipinto La creazione degli animali di Tintoretto, che rappresenta un brano della Genesi, l’installazione realizzata da Hlobo per la Biennale di Venezia esamina il mito sudafricano, in particolare quello dell’uccello vampiro limpundulu descritto nei canti popolari xhosa, Come racconta l’artista l’limpundulu, pur essendo una creatura minacciosa, offre uno spettacolo illuminante: incontrando questo uccello, si prova timore ma si giunge anche a una comprensione della mortalità e a un’intuizione personale che permette di sopravvivere. Hlobo indica che l’incontro con l’limpundulu genera la capacità di ragionare con il mondo». (B. Curiger, G. Carmine - a cura di - 2011, p. 206) |
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Iimpundulu Zonke Ziyandilandela, 2011
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Voci narranti
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«Nella tribù dell’artista si racconta che, quando questo uccello appare in sogno alle persone, dà loro il dono dell'illuminazione e una conoscenza superiore: spiega le ragioni per le quali si è vissuto e per le quali si sta morendo. L’artista esegue in sottofondo delle canzoni da lui stesso cantate, corrispondenti a quelle vocalizzate durante le cerimonie funebri. L’opera è composta da camere d’aria di camion e macchine, e da fili rossi: le prime, rappresentano il periodo dell’Apartheid, quando queste venivano messe attorno al collo delle persone di colore, riempite di benzina e successivamente incendiate cosicché la gomma potesse cancellare il colore nero della pelle. Il copertone è inoltre associato alla figura maschile, perché l’uomo era sempre in viaggio; la figura femminile invece è associata ai nastri rossi intrecciati, perché nelle tribù era un’attività tipicamente femminile. I nastri sorreggono le camere d’aria perché è la donna che si prende cura dei figli e sostiene da sola le sorti della famiglia. L’opera, pur nella sua stranezza, esprime un significato profondo».
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«La prima cosa a cui ho pensato appena ho visto quest’opera è stata lo pterodattilo, il volatile preistorico, viste le caratteristiche fisiologiche comuni dell’animale, come le ali e la testa dalla forma allungata. L’aspetto imponente e forse dominante di questa creatura mi ha fatto provare una sensazione di sicurezza; i canti di sottofondo creavano inoltre un’atmosfera “magica”».
(F. Terren)
«Questa strana creatura mi ha fatto percepire il significato dell’opposto, in quanto esprime due aspetti fondamentali: la vita e la morte, l’uomo e la donna». (D. Stradiotto)