Jacopo Bassano
Adorazione dei pastori, 1591
Venezia, San Giorgio Maggiore.

Jacopo Bassano (1510 ca.-1592)

Jacopo da Ponte, detto Bassano dalla città natale dove operò per quasi tutta la vita, nell’ultima fase della sua produzione si orientò verso ricerche luministiche simili a quelle di Tintoretto - seppur meno teatrali e violente - prediligendo ambientazioni notturne accese da elettrici bagliori.

Un mirabile esempio costituisce la grande tela raffigurante l’Adorazione dei pastori, in questa sua ultima opera il pittore amplia enormemente la parte superiore della scena per inserirvi un cielo scuro, squarciato dal bagliore dell’apparizione angelica. L’illuminazione concentrata sull’evento, più che soddisfare una condizione atmosferica, suggerisce un pathos speciale teso a rendere partecipe l’osservatore alla scena sacra.

Anche la tela raffigurante il gesto caritatevole di San Martino, colto nell’atto di tagliare il mantello da donare al povero, sviluppa il tema del notturno. La composizione è scandita e articolata dalla luce; il chiaroscuro e la radiosità del colore esaltano l’argenteo cavallo, il santo guerriero sigillato nella riflettente armatura, la veste del povero la cui tonalità rimanda allo sfondo striato di nuvole rosacee su cui si staglia il calvario.

Il ritorno di Giacobbe in Canaan rimanda all’episodio delle Sacre Scritture (31:17, 18): «Allora Giacobbe si levò, caricò i suoi figli e le sue mogli sui cammelli e menò via tutto il suo bestiame e tutto il suo avere che si era acquistato in Paddan-Aram, per andare da Isacco, suo padre, nella terra di Canaan. […] Si levò dunque, passò il fiume, e si diresse verso la montagna di Galaad». La scena dell’esodo, ambientata alle prime ore dell’alba, coglie con concreto realismo l’animazione di una partenza subitanea ed inaspettata che vede protagonisti personaggi tratti dalla realtà contadina. «Il gruppo si incolonna con efficace naturalezza lungo il piano del dipinto e guadagna profondità […]. L’illuminazione asseconda questa progressione che zigzagando conduce lo sguardo e l’attenzione dell’osservatore verso quel chiarore centrale che domina la montagna nello sfondo». (Berdini 1998)

    

Jacopo Bassano
Il ritorno di Giacobbe in Canaan, 1580 ca.
Venezia, Palazzo Ducale, sala dell’Anticollegio.




San Martino e sant’Antonio abate, 1578 ca.
Bassano del Grappa, Museo Civico.