IL MITO

Il mito è il racconto fantastico e simbolico, ambientato in un’epoca antica e storicamente indefinita, all’interno del quale ogni manifestazione naturale appare governata da un dio o da un personaggio magico o fantastico. Anche la nascita, la vita e la morte degli uomini e di tutti gli esseri viventi e l’origine del mondo erano spiegate con i racconti mitici e, quindi, riferite a un potere soprannaturale; ne derivava una visione profondamente religiosa della realtà.

I miti potevano essere in prosa o in versi. La maggior parte di essi è narrata in versi, poiché la rima ne rendeva più facile il ricordo. Trattandosi di un sapere trasmesso oralmente, le tecniche di memorizzazione si intrecciarono con quelle della narrazione.
Uso di espressioni fisse, formule, eventi narrati sempre con lo stesso schema – es. del duello:

  • a i due eroi si fronteggiano
  • b inizia il duello
  • c è presente una divinità che parteggia per uno dei due
  • d l’eroe che è colpito mortalmente predice all’avversario che anche su di lui incombe la morte.

Esistevano dei narratori professionisti, gli aedi e i rapsodi, i quali di villaggio in villaggio, o presso le corti nobiliari, raccontavano il mito in forma di canti.
Ogni mito è un racconto simbolico, di cui bisogna cogliere il senso nascosto. Al di sotto del significato letterale, tratto dalla semplice lettura degli eventi, ne esiste un altro, più profondo, che esprime un’idea o un concetto di valore universale.
Il mito manca quasi del tutto del commento del narratore ed è costituito essenzialmente dalla rappresentazione degli eventi, dove anche i concetti astratti vengono resi con immagini concrete. Rappresentare significa porre in evidenza, mostrare; il racconto mitico, attraverso immagini vive e immediate, ma cariche di significati simbolici, mostra i fatti narrati: chi ascolta immagina, nel senso che vede in immagine ciò che viene raccontato. Contribuisce a rendere questa immediatezza il ricorso al linguaggio figurato, attraverso l’impiego di figure retoriche come la similitudine.

Cerere

Antica dea italica della terra, patrona della fecondità agraria e protettrice dei morti. Poiché Cerere univa strettamente nella sua duplice natura la vita e la morte, come la terra da cui nasce la vegetazione e in cui giacciono i morti, subì fin dal V sec. a. C. un processo di assimilazione alla dea greca Demetra.

Ercole

Eracle è la divinità greca che i Romani identificarono con Ercole.
Eroe semidivino, figlio di Alcmena e Zeus, personificava il vigore fisico accompagnato da doti quali la generosità e l’altruismo e dalla tendenza all’ira. Secondo la leggenda, ancora in fasce soffocò due serpenti inviati da Era, moglie di Zeus, per ucciderlo. Si tramandano di lui le cosiddette dodici fatiche, imprese difficilissime che ne fecero l’eroe nazionale dell’antica Grecia. Il ciclo delle sue avventure e dei suoi amori (Jole, Deianira) è materia di numerose opere letterarie antiche e moderne. Nelle statue è rappresentato armato di clava e vestito di una pelle di leone.

Le fatiche di Eracle

La leggenda narra che Eracle, in un momento di furia provocatogli dalla dea Era, uccise la moglie e i figli. Per espiare questa colpa l’oracolo di Delfi gli impose di servire per dodici anni Euristeo, re di Tirinto (o di Micene) e di sottoporsi alle prove che egli avrebbe ordinato. Le famose dodici fatiche lo resero immortale, e furono interpretate come gli sforzi che fa l’anima umana per elevarsi alla divinità.
Le dodici fatiche dell’eroe greco secondo la tradizione furono:

  • l’uccisione del leone di Nemea che egli soffocò e della cui pelle si fece un mantello col quale è raffigurato;
  • l'eliminazione dell’idra di Lerna e del cinghiale di Erimanto;
  • la cattura della favolosa cerva del Cerineo, dalle corna d’oro e dai piedi di rame;
  • lo sterminio dei mostruosi uccelli che infestavano la palude di Stinfalo;
  • la cattura del toro cretese;
  • la ripulitura delle stalle di Augia, re che possedeva tremila buoi;
  • la punizione di Diomede, re tracio che nutriva i suoi cavalli di carne umana;
  • la conquista del cinto d’Ippolita, regina delle Amazzoni;
  • la cattura dei buoi di Gerione;
  • la conquista dei pomi d’oro che nascevano nel giardino delle Esperidi;
  • la cattura di Cerbero, il cane posto a guardia degli Inferi.